Il Jurassic Park delle Dolomiti: a spasso tra le Impronte dei Dinosauri

Il Jurassic Park delle Dolomiti: a spasso tra le Impronte dei Dinosauri

Postato su Giu 23, 2014

Il Jurassic Park delle Dolomiti: a spasso tra le Impronte dei Dinosauri

In Val di Zoldo alle pendici del Monte Pelmo, su un grosso masso franato dalla parete sud-ovest del Pelmetto, si possono ammirare impronte di dinosauro risalenti a oltre 250 milioni di anni fa. La via per raggiungere questo insolito e curioso spettacolo è semplice. Da Forcella Staulanza una facile camminata tra boschi e pascoli, accessibile a tutti, porta al ghiaione dove si trova il sito con le orme dei dinosauri facilmente visibili e identificabili.

Il Sito Archeologico dell’Uomo di Mondeval (Civetta)
. In Val Fiorentina, a 2130 m di altitudine, vicino al paese di Selva di Cadore, si trova il sito di Mondeval de Sora dove sono stati rinvenuti i resti di un cacciatore nomade vissuto nel Mesolitico oltre 7500 anni fa con tutto il suo corredo funebre, ottimamente conservato. Una scoperta scientificamente e culturalmente fra le più importanti del suo genere: si tratta infatti dell’unica sepoltura mesolitica ad alta quota rinvenuta a tutt’oggi. I resti dell’uomo e tutti gli oggetti ritrovati sono custoditi nella sezione archeologica del museo civico “V. Cazzetta” di Selva di Cadore.

I Casoni della Valfredda (Falcade)
. Forti emozioni con le suggestive escursioni tra le caratteristiche baite in legno della Valfredda. Dal Passo San Pellegrino, si prende il sentiero che attraversa la Valfredda in direzione nord. Passato il limite del bosco si può apprezzare il suggestivo ed incantevole paesaggio della vallata con i numerosi e caratteristici “casoni”, gli antichi fienili che rappresentano una testimonianza importante del passato relativo alla vita e al lavoro dell’uomo su queste montagne.

Il Castello di Andràz (Arabba). Uno dei più antichi delle Dolomiti, è il simbolo della valle di Fodom e lo si incontra lungo la strada che da Pieve di Livinallongo sale al Passo Falzarego. Una leggenda racconta che venne costruito da tre sorelle, insieme ai castelli di Rocca Pietore e Avoscano, collegati tra loro da una convenzionale segnalazione luminosa. I libri di storia dicono invece che fu edificato attorno all’anno mille su un grande masso franato dalla montagna e che servì come baluardo contro le mire espansionistiche di Venezia: questa zona delle Dolomiti era molto appetibile sia per il legname, che per l’attività estrattiva delle miniere del Monte Pore. Il ferro veniva lavorato nel castello per poi essere trasportato in tutta Europa. Lo utilizzarono perfino gli scozzesi per forgiare le spade usate durante le ribellioni (nel XIV secolo) contro i re inglesi. Negli ultimi anni il castello è stato oggetto di un’attenta opera di ristrutturazione che ne ha valorizzato la sontuosità, perfettamente integrata alla splendida natura del luogo.

I Serrai di Sottoguda (Marmolada). Ai piedi della Marmolada si nasconde un suggestivo e affascinante canyon naturale prodotto nei millenni dall’erosione dei ghiacci e delle acque del torrente Pettorina: è questo lo scenario spettacolare che si apre agli occhi dei visitatori dei Serrai di Sottoguda. Una stretta gola, unica nel suo genere nell’area delle Dolomiti e per questo divenuta riserva naturale protetta, percorribile a piedi oppure con il Serrai Express, un trenino che permette di scoprire in modo originale e divertente 2,5 km di rara bellezza che collegano il paesino di Sottoguda, vicino all’abitato di Rocca Pietore, con la località di Malga Ciapela dove parte la funivia della Marmolada che consente di salire alla terrazza panoramica di Punta Rocca, a quota 3.265 m.