Valmontina: 20 anni di wilderness

Valmontina: 20 anni di wilderness

Postato su Ott 14, 2014

Valmontina: 20 anni di wilderness

La prima area wilderness alpina europea compie 20 anni e si trova in Cadore, nel territorio del Comune di Perarolo nel cuore delle Dolomiti. Coincide con la Valmontina e si sviluppa in un ambiente selvaggio ed impervio, con pochi sentieri che penetrano una natura primordiale e dominante. Nel 1994 il Comune di Perarolo ha scelto di farla diventare area wilderness proprio per valorizzarne l’originale preziosità evidenziata dagli esperti. Da decenni era stata dismessa qualsiasi attività silvo-pastorale e così la natura aveva preso il sopravvento.

La Valmontina
si estende per 3000 ettari sviluppando un dislivello che va dal greto del Piave ai 2706 metri di Cima dei Preti. La segnalazione può guidare il visitatore nella scelta degli itinerari, tra sentieri semplici che attraversano boschi, percorsi più “selvaggi” per abili escursionisti, gole adattate per l’arrampicata sportiva e aree umide, vere oasi di biodiversità.

Grazie anche alla limitata presenza dell’uomo, infatti, molte specie di uccelli scelgono questa zona per la riproduzione o la sosta nelle lunghe migrazioni, così d’estate non è raro incontrare il Nibbio bruno o il Cuculo. La maggioranza degli uccelli sono però stanziali, come l’Astore, l’Aquila reale, il Fagiano di monte, il Gallo cedrone, il Rampichino alpestre. Mentre tra i mammiferi troviamo la Lepre comune ed alpina, lo Scoiattolo, la Marmotta, la Volpe e alcuni ungulati come il Cervo, il Capriolo e il Camoscio, la specie più rappresentata nell’area.

La natura e i microclimi della valle creano inoltre le condizioni ideali per la vita di piante tipiche come l’Arenaria huteri, la Campanula morettiana, il Papaver rhaeticum (il Papavero alpino) ed il Cypripedium calceolus (la Scarpetta della Madonna) e formazioni forestali di pino mugo, larice, l’abete bianco e rosso, il pino nero e molte altre